Nest4Work Road Tour: a Firenze la prima tappa sulle vulnerabilità del lavoro e le nuove forme di advocacy

Il 31 gennaio 2026 si è svolta a Firenze la prima tappa del Road Tour NEST4Work, un percorso di confronto dedicato alle trasformazioni del lavoro contemporaneo e alle nuove forme di rappresentanza e tutela.

La giornata ha riunito giuristi, associazioni, sindacati e realtà della società civile coinvolte nel progetto per mettere a fuoco una domanda centrale: come stanno cambiando le vulnerabilità del lavoro e quali strumenti collettivi stanno emergendo per affrontarle?

Quando la vulnerabilità diventa strutturale

Nel suo intervento introduttivo, l’avvocato giuslavorista Danilo Conte ha proposto una chiave di lettura chiara: le vulnerabilità del lavoro oggi non sono più episodiche, ma attraversano l’intero percorso lavorativo.

Due le dimensioni principali:

  • le vulnerabilità legate all’ingresso e all’uscita dal lavoro
  • le vulnerabilità dentro il lavoro, una volta ottenuto

Precarietà e frammentazione

Negli ultimi vent’anni, a partire dalla Legge Biagi, il mercato del lavoro italiano ha visto una crescente moltiplicazione delle forme contrattuali. Il risultato è un lavoro sempre più frammentato, instabile e difficilmente prevedibile.

Questa condizione incide non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e personale: rende più difficile progettare il futuro, costruire relazioni stabili e partecipare a forme di rappresentanza collettiva.

Tra le dinamiche più rilevanti emerse:

  • diffusione di contratti flessibili e rotazione continua dei lavoratori
  • utilizzo esteso di collaborazioni e partite IVA improprie
  • crescente centralità degli appalti come modello organizzativo
  • un quadro normativo che, anche dopo il Jobs Act, tende a rendere la stabilità meno garantita

Le fragilità dentro il lavoro

La vulnerabilità non riguarda solo l’accesso al lavoro, ma anche ciò che accade al suo interno.

Sempre più spesso emergono:

  • assenza di percorsi di crescita professionale
  • difficoltà nel valorizzare competenze e traiettorie
  • retribuzioni non adeguate

A questo si aggiunge un elemento cruciale: l’asimmetria di potere tra lavoratore e datore di lavoro rende spesso difficile esercitare diritti formalmente riconosciuti.

Advocacy e nuove forme di azione collettiva

A partire da questo quadro, la tavola rotonda coordinata da Laura Galuppo (responsabile scientifica del progetto NEST4Work) ha messo in luce un aspetto centrale: le forme di rappresentanza del lavoro stanno cambiando.

Il termine advocacy è stato discusso e in parte messo in discussione: molte realtà preferiscono parlare di lotta, mutualismo, organizzazione collettiva.

Il lavoro autonomo e le nuove rappresentanze

Associazioni come ACTA hanno raccontato il lavoro di rappresentanza delle professioni autonome non ordinistiche, un segmento sempre più diffuso ma spesso privo di tutele.

Il collettivo ULLARC ha evidenziato come la “finta partita IVA” sia oggi una delle forme più emblematiche di vulnerabilità, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera.

Lavoro migrante e community organizing

Le esperienze della CGIL, in particolare con progetti come Casa Rider, mostrano come alla precarietà lavorativa si intreccino altre forme di vulnerabilità, legate alla condizione migrante.

In questi contesti l’advocacy si traduce in pratiche di community organizing: non solo tutela legale, ma anche accompagnamento sociale, mediazione culturale e formazione sui diritti.

Disuguaglianze e riconoscimento: alcuni casi emblematici

La discussione ha portato alla luce alcune aree in cui le vulnerabilità assumono forme particolarmente evidenti.

Indipendenza economica e genere

L’associazione Pari Merito ha sottolineato come l’indipendenza economica femminile sia una condizione essenziale di autodeterminazione. Le disuguaglianze di genere nel lavoro non sono fenomeni isolati, ma parte di un problema sistemico che richiede risposte coordinate.

Lavoro creativo

Nel settore creativo, come evidenziato da CRESCO, la narrazione del lavoro come “passione” rischia di legittimare forme di autosfruttamento. Il tempo di ricerca e sperimentazione, fondamentale in questi ambiti, fatica a essere riconosciuto economicamente.

Lavoro sportivo

Il caso del lavoro sportivo, presentato da Assist – Associazione Nazionale Atlete, mostra come il riconoscimento giuridico del lavoro non sia ancora uniforme. Molte atlete continuano a operare senza tutele adeguate, nonostante svolgano attività professionale.

Il ruolo della finanza: misurare e orientare il valore

La mattina si è conclusa con l’intervento di Simone Siliani (Fondazione Finanza Etica), che ha riportato l’attenzione su un nodo spesso trascurato: il ruolo della finanza.

Il punto di partenza è semplice: il denaro non è neutrale. Le scelte di investimento influenzano direttamente le condizioni del lavoro e le disuguaglianze.

La finanza etica introduce criteri di valutazione che affiancano agli aspetti economici anche dimensioni sociali e ambientali, con l’obiettivo di sostenere organizzazioni capaci di generare valore per la collettività.

Nel dibattito è emerso anche il tema del salario dignitoso, inteso non solo come soglia minima, ma come elemento centrale di giustizia sociale.

Un primo passo di un percorso più ampio

La tappa di Firenze ha restituito un quadro chiaro: la vulnerabilità non è più un’eccezione, ma una condizione diffusa che attraversa settori, generazioni e professioni diverse.

Allo stesso tempo, emergono pratiche e reti che stanno sperimentando nuove forme di organizzazione, rappresentanza e advocacy, spesso più orizzontali e collaborative rispetto ai modelli tradizionali.

Il Road Tour NEST4Work proseguirà nelle prossime tappe con l’obiettivo di continuare a mettere in dialogo ricerca e pratiche sociali, contribuendo a costruire un linguaggio comune e nuove alleanze per affrontare le sfide del lavoro contemporaneo.